L’importanza della manutenzione

Dopo l’installazione, la segnaletica viene spesso dimenticata.

Polvere, urti e piccoli cambi di layout riducono la leggibilità e impattano sull’esperienza di chi vive i tuoi spazi — aeroporti, campus, centri commerciali, ospedali, PA.

Nel 60 % degli edifici che visitiamo, troviamo targhe rovinate o informazioni non aggiornate. Eppure la segnaletica è il primo touch-point fisico del tuo brand.

Per i nostri partner B2B abbiamo messo a punto un servizio di Manutenzione segnaletica, nato dall’esperienza di chi segue l’intero ciclo di vita del progetto: design -> produzione -> installazione -> manutenzione

Evoluzione della segnaletica: dai geroglifici a oggi

1. Dalle pietre scolpite alla simbologia medievale

Gli Egizi incidevano geroglifici per orientare fedeli e mercanti lungo i templi; i Romani posavano miliari con le distanze per guidare viaggiatori sull’Appia.
Nel Medioevo la conchiglia di Santiago diventò il primo “logo” di un itinerario internazionale: bastava seguirla per raggiungere la cattedrale galiziana.

2. Rivoluzione industriale: la città illuminata la notte

Con la crescita urbana, insegne in ghisa e poi luminose organizzarono flussi in strade caotiche, mentre le stazioni ferroviarie standardizzavano pittogrammi e colori per passeggeri transnazionali.

Insegne che parlano, anche di notte

Insegne che parlano, anche in quota!

A volte non serve una mappa per orientarsi: basta una luce giusta nel posto giusto.
Per la Fondazione Servizi alla Persona Milanesi e Frosi ONLUS, a Trigolo (Cremona), abbiamo realizzato una coppia di insegne luminose in facciata, visibili h24, anche a distanza.

La storia aziendale dal 1988

Quando, nel 1988, il sig. Aldo Pozzi aprì le porte di Seberg, aveva un sogno preciso: trasformare la segnaletica da semplice indicatore a leva strategica per l’esperienza degli spazi. Da allora, guidiamo persone e brand attraverso percorsi chiari, esteticamente coerenti e pienamente integrati nell’architettura.

Esperienze segnaletiche

Le amministrazioni pubbliche, gli studi di progettazione e gli operatori del retail urbano ci chiedono soluzioni di wayfinding che vadano oltre il semplice pannello informativo: vogliono 𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗲. Ed è qui che entrano in gioco i nostri City Totem.

𝗥𝗼𝗯𝘂𝘀𝘁𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗼𝗺𝗲𝘀𝘀𝗶
Struttura in acciaio zincato sp. 30/10 con verniciatura anti-graffiti
Resistenza certificata a urti, raggi UV, sbalzi termici da –40 °C a +50 °C

Vetro, policarbonato, plexiglass: la trasparenza che rispetta l’ambiente

Materiali che uniscono 𝗲𝘀𝘁𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗺𝗶𝘂𝗺 e 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮: è la promessa che manteniamo ogni volta che progettiamo soluzioni di wayfinding e interior branding per strutture complesse – dagli hub aeroportuali ai campus universitari e oltre.

Immagina di entrare in un edificio storico e farti guidare da una segnaletica leggera, quasi sospesa, che lascia respirare marmi e stucchi senza nascondere nulla. Quel senso di chiarezza è possibile proprio grazie a vetro, policarbonato e plexiglass.

Front luminosa o retro illuminata? La scienza dietro alle insegne luminose

CityLife Shopping District ne è un esempio perfetto: l’insegna retroilluminata non è solo una scelta estetica, ma un intervento strategico per orientare, accogliere e valorizzare lo spazio.

In ogni progetto architettonico o urbanistico – dai centri commerciali alle stazioni, dagli aeroporti agli spazi pubblici – l’insegna non è un dettaglio. È identità 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘃𝗮, è 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮, è 𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮

𝗠𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲?

Totem, targhe, pannelli o un mix?

Totem, targhe, pannelli… o un mix? Quando serve davvero una soluzione custom

Immagina di essere alla guida di un progetto importante: hai definito ogni dettaglio, l’architettura rispecchia il valore del brand, l’ambiente è pronto per accogliere visitatori e clienti. Eppure, manca qualcosa: la chiarezza della comunicazione visiva.

Ogni spazio racconta una storia

La scelta fra totem, targhe, pannelli o una soluzione combinata non è solo una questione estetica. È strategica.

Soluzioni su misura per bisogni reali

Segnaletica braille per non vedenti

ai sottovalutare la potenza di una superficie in rilievo.

Oggi parliamo di braille, una di quelle soluzioni silenziose che fanno una differenza enorme per chi ha bisogno di orientarsi in autonomia.

Progettare una segnaletica davvero accessibile non significa solo aggiungere un pittogramma o ingrandire un font.

Significa mettersi nei panni di chi legge con le dita.