Il 60% degli errori di wayfinding nasce da segnali leggibili “in studio”, ma non nella realtà.

Nella progettazione di spazi complessi, la segnaletica non è un dettaglio grafico: è un’infrastruttura invisibile.

Un cartello pensato su schermo può sembrare chiaro, ma in un terminal affollato diventa il punto debole che genera code e disorientamento.

Lavorare su distanza di lettura e contrasto, testati in loco, cambia radicalmente l’esperienza;

1) in un aeroporto riduce i colli di bottiglia nei controlli.
2) in un centro commerciale semplifica i percorsi e aumenta la permanenza.
3) in una PA rende più accessibili i propri servizi.

La leggibilità reale è il primo strumento di progettazione dei flussi.

Come testi la segnaletica in studio, prima di renderla definitiva?