Nei grandi aeroporti, la gestione dei flussi è una delle sfide più complesse.
Non sempre la soluzione è costruire nuovi spazi: a volte il vero game-changer è la SEGNALETICA.
Pensiamo a quanto tempo si perde davanti a cartelli poco chiari o contraddittori.
Ogni esitazione di un passeggero si traduce in secondi persi, code che si allungano, corridoi che si congestionano.
Al contrario, quando la segnaletica è progettata con attenzione, i flussi scorrono in modo naturale, quasi invisibile.
Tre scelte fanno davvero la differenza:
l’uso di pittogrammi universali che superano le barriere linguistiche;
la coerenza cromatica che guida anche nei momenti di stress;
la segnaletica dinamica capace di aggiornarsi in tempo reale per evitare affollamenti.
Non è solo una questione estetica: è un investimento strategico che incide sull’efficienza operativa, sulla sicurezza e sull’esperienza complessiva dei passeggeri.
E voi, in quali aeroporti avete visto esempi virtuosi di wayfinding?






