Segnaletica di sicurezza
Il 60% degli errori di wayfinding nasce da segnali leggibili “in studio”, ma non nella realtà. Nella progettazione di spazi complessi, la segnaletica non è un dettaglio grafico: è un’infrastruttura invisibile.
Il 60% degli errori di wayfinding nasce da segnali leggibili “in studio”, ma non nella realtà. Nella progettazione di spazi complessi, la segnaletica non è un dettaglio grafico: è un’infrastruttura invisibile.
Nei grandi aeroporti, la gestione dei flussi è una delle sfide più complesse. Non sempre la soluzione è costruire nuovi spazi: a volte il vero game-changer è la SEGNALETICA. Pensiamo a quanto tempo si perde davanti a cartelli poco chiari o contraddittori. Ogni esitazione di un passeggero si traduce in secondi persi, code che si…
In ogni progetto SEBERG c’è molto più di un sistema di segnaletica c’è una visione chiara, costruita su due pilastri fondamentali:
Innovazione costante
Sostenibilità concreta
In architettura, ed in particolare nel wayfinding ogni elemento racconta una scelta.
I pannelli sospesi, ad esempio, nascono per unire chiarezza visiva e cura dei materiali, in contesti dove l’estetica non può prescindere dalla funzionalità.
Utilizziamo materiali come:
Plexiglass e policarbonato: per leggerezza e trasparenza
Vetro stratificato per un’eleganza solida e duratura
Alluminio e acciaio per una resa strutturale sottile ma resistente
Font e leggibilità: come comunichiamo chiarezza visiva
Quando un’insegna funziona, non è solo perché “si legge bene”.
È perché riesce a guidare lo sguardo e trasmettere fiducia.
Un vecchio totem danneggiato, obsoleto e dimenticato ha trovato nuova vita grazie a un restyling mirato.
Un’installazione che non è solo segnaletica: è un segnale.
✅ Più visibilità
✅ Più chiarezza
✅ Più decoro urbano
Immagina un passeggero che atterra a Milano-Malpensa alle 7 di mattina: in meno di 30 secondi sa dove ritirare il bagaglio. Oppure un visitatore che entra in un campus universitario e si sente già “a casa”.
Dietro quell’esperienza c’è molto più di un cartello: c’è la scelta del materiale giusto.
Iniziamo dal metallo:
Dopo l’installazione, la segnaletica viene spesso dimenticata.
Polvere, urti e piccoli cambi di layout riducono la leggibilità e impattano sull’esperienza di chi vive i tuoi spazi — aeroporti, campus, centri commerciali, ospedali, PA.
Nel 60 % degli edifici che visitiamo, troviamo targhe rovinate o informazioni non aggiornate. Eppure la segnaletica è il primo touch-point fisico del tuo brand.
Per i nostri partner B2B abbiamo messo a punto un servizio di Manutenzione segnaletica, nato dall’esperienza di chi segue l’intero ciclo di vita del progetto: design -> produzione -> installazione -> manutenzione
1. Dalle pietre scolpite alla simbologia medievale
Gli Egizi incidevano geroglifici per orientare fedeli e mercanti lungo i templi; i Romani posavano miliari con le distanze per guidare viaggiatori sull’Appia.
Nel Medioevo la conchiglia di Santiago diventò il primo “logo” di un itinerario internazionale: bastava seguirla per raggiungere la cattedrale galiziana.
2. Rivoluzione industriale: la città illuminata la notte
Con la crescita urbana, insegne in ghisa e poi luminose organizzarono flussi in strade caotiche, mentre le stazioni ferroviarie standardizzavano pittogrammi e colori per passeggeri transnazionali.
Insegne che parlano, anche in quota!
A volte non serve una mappa per orientarsi: basta una luce giusta nel posto giusto.
Per la Fondazione Servizi alla Persona Milanesi e Frosi ONLUS, a Trigolo (Cremona), abbiamo realizzato una coppia di insegne luminose in facciata, visibili h24, anche a distanza.